marketing della cannabis

Marketing della cannabis: come gestire la propria presenza online?

Il marketing della cannabis è difficile a causa della policy di Google, Facebook, Instagram e social assortiti.

Ecco come rimediare e arrivare ai clienti

Chiunque abbia cercato di ottenere visibilità con la propria attività sa quanto possa essere frustrante cercare di arrivare agli occhi del cliente con un prodotto legittimo e vedersi ostacolati dai giganti dell’internet. Le normali regole del marketing vanno adattate, piegate, modificate quando l’argomento è la canapa. Le principali vetrine online infatti ci snobbano: se proviamo ad impostare una campagna pubblicitaria o anche solo una account professionale utilizzando canali come Google Ads, Instagram, Facebook, YouTube, ci scontriamo con policy aziendali che tacciano qualunque riferimento alla cannabis di istigazione. La pena comminata per questo delitto contro la censura è il blocco delle campagne a pagamento, ma anche la cancellazione improvvisa, arbitraria, nonché irreversibile degli account, con buona pace dell’enorme lavoro fatto per ottenere follower genuini. Quando si lavora con la cannabis è importante avere sempre un piano B e cercare di non regalare materiale che potrebbe andare perduto in ogni momento ai social. Ogni sito dovrebbe avere un proprio blog dove raccogliere il proprio feed di contenuti e dove indirizzare i propri clienti, e un backup di tutto quello che per forza di cose viene creato appositamente per gli altri canali. Sembra incredibile ma aziende anche di un certo calibro si sono trovate senza più una copia originale ad esempio dei vecchi video caricati negli anni su YouTube, quando il loro canale è stato cancellato da un minuto all’altro. Tutela è la parola chiave nel mercato della cannabis, per cui bisogna lavorare fin da subito alla creazione di un canale di comunicazione con la propria utenza tramite ad esempio newsletter (anche piattaforme quali MailChimp sono a rischio: scarica regolarmente le liste del tuo audience) e blog, per non trovarsi completamente isolati quando la mannaia della censura dovesse calare.

Come fare pubblicità con la cannabis

  • Le parole sono importanti: scrivere “potenza” invece di THC, può salvare una campagna.
  • Quando vuoi fare una campagna Ads crea una landing page priva di parole vietate, immagini di cannabis e evita anche negli url di inserire riferimenti che potrebbero insospettire Google.
  • Utilizza immagini meno evocative: la foglia di marijuana è un problema, ma un pacco di pasta (alla canapa) no. Fai questo ragionamento già nel momento del tuo branding e ricordati che vale anche per il nome della tua azienda: è praticamente impossibile comparire nei Google Ads come canna-qualcosa per esempio.
  • Se il tuo prodotto è un derivato della canapa come ad esempio l’abbigliamento, puoi provare a lavorare a stretto contatto con il team di supporto di Google e cercare ovunque possibile di perorare la tua causa parlando con una persona, invece di affrontare un algoritmo. Quello che stai cercando di fare è convincerli a prendere i tuoi soldi, dopo tutto.
  • Vola basso: cerca di non esagerare coi toni, e dai sempre un’immagine professionale della tua azienda. Assicurati che il tuo sito sia performante, ben organizzato e che abbia tutte le carte in regola per piacere a Google. Fai il test!
  • Gioca di sponda: metti la tua pubblicità sulle riviste di settore, agli expo e se il tuo budget te lo permette fai una campagna di affissioni.
  • Assumi un’agenzia che si occupi di SEO per la cannabis 🙂